CIBI RISCALDATI? RISCHIO INTOSSICAZIONE!

Lo sapevi che alcuni cibi riscaldati una seconda volta ad elevate temperature potrebbero causare problemi di salute? Proprio di recente questa notizia è rimbalzata all’attenzione dell’opinione pubblica destando non poco interesse.

Quali alimenti sono dannosi se riscaldati una seconda volta? Ci sono accorgimenti da adottare per ridurre il rischio di intossicazione? Continua a leggere per saperne di più!


Cibi riscaldati


A diffondere questa notizia, è stato il quotidiano britannico Indipendent pubblicando alcune informazioni provenienti dal dipartimento governativo per la sicurezza alimentare del Regno Unito (Food Standards Agency).

Cibi riscaldati dannosi: quali sono?

POLLO

Quando il pollo viene riscaldato dopo molte ore dalla sua preparazione (indipendentemente che sia stato conservato in frigorifero) può causare problemi digestivi. Perchè? Le proteine in esso contenute vanno incontro ad un processo di degradazione quando riscaldate ad alte temperature con la conseguente produzione di tossine.

UOVA

Uova o cibi contenenti le uova non andrebbero riscaldati ad elevate temperature poichè potrebbero sviluppare sostanze tossiche per il nostro apparato digerente.

RISO

Se il riso non è stato conservato correttamente prima di essere riscaldato, questa seconda esposizione al calore può favorire la proliferazione di spore e batteri chiamati Bacillus Cereus. Questo batterio causa problemi gastrointestinali più o meno gravi come vomito e diarrea.

Una volta che il riso è stato cotto, appena raggiunge la temperatura ambiente deve essere immediatamente conservato in frigorifero.

VERDURE (con alto contenuto di nitrati)

Tutte le verdure contengono i nitrati, ovvero sostanze inerti composte da azoto ed ossigeno. La presenza di nitrati è significativamente alta soprattutto nelle bietole, sedano, rape e spinaci. Quando i nitrati vengono riscaldati ad alte temperature si trasformano in nitriti, sostanze dannose per il nostro organismo perchè legandosi all’emoglobina ostacolano l’ossigenazione dei tessuti.

FUNGHI

I funghi possono subire delle trasformazioni in termini di nutrienti se riscaldati una seconda volta ad elevate temperature causando problemi a carico dell’apparato intestinale come mal di stomaco e gonfiore.

Come riscaldare e conservare correttamente i cibi?

RISCALDAMENTO

Consumare cibi riscaldati non è tossico di per sè ma lo diventa, per gli alimenti sopra citati, quando il relativo processo di riscaldamento viene eseguito in modo non corretto. Se non sei sicura/o di riscaldare correttamente i cibi avanzati mangiali a temperatura ambiente così da non sviluppare intossicazioni di alcun genere.

  1. Non riscaldare i cibi a temperature elevate. La temperatura massima consigliata è di 74°C per circa 2-3 minuti.
  2. Non riscaldare più volte lo stesso cibo ma riscaldare solo la quantità desiderata.
  3. Riscaldare uniformemente il cibo in tutte le sue parti servendosi di un coperchio. In caso di un forno a microonde, i cibi riscaldati vanno mescolati affinchè non rimangano punti freddi.
  4. Consumare il cibo già cotto entro 3-4 giorni. Altrimenti, congelarlo!
CONSERVAZIONE

Una volta che il cibo viene cucinato è inevitabile che si sviluppino dei batteri sulla sua superficie. Per cercare di limitare la loro crescita è fondamentale non inserire il cibo ancora caldo nel frigorifero. Perchè?

Se inserisci nel frigorifero un cibo ancora caldo la sua temperatura si alzerà di alcuni gradi (anche oltre i 5°C) rendendolo un posto molto accogliente per la proliferazione batterica. Inoltre, così facendo metterai a rischio anche gli altri cibi conservati e ovviamente causerai problemi al frigorifero stesso.

Per ovviare a questo problema, è necessario coprire il cibo avanzato e dopo il raggiungimento della temperatura ambiente lo si può conservare in frigorifero. E’ importante non superare le 4 ore fuori dal frigorifero.


CONSERVAZIONE PATATE: SFATIAMO UN MITO!

Le patate cotte diventano tossiche se consumate 1 o 2 giorni dopo? ASSOLUTAMENTE NO!

E’ molto diffusa la credenza che le patate una volta cotte vadano consumate subito e che non possono essere conservate perchè diventano tossiche. La patata cotta può tranquillamente stare in frigorifero per un paio di giorni così come le altre verdure cotte.

Se noti che comincia a scurirsi questo fenomeno è del tutto naturale e dipende dal processo di ossidazione che non ha nulla a che fare con la commestibilità/salubrità dell’alimento stesso. Dopo la cottura infatti il ferro contenuto nella patata reagisce con l’acido clorogenico in essa contenuto causando un cambiamento nella sua colorazione. La concentrazione di acido clorogenico nella patata non è sempre uguale ma dipende dalla varietà del tubero; di conseguenza, questa variazione di colore da giallo a grigio-nero non sarà sempre evidente in egual misura.

E’ comunque buona norma consumare le patate cotte, soprattutto se bollite, dopo massimo due giorni perchè essendo un cibo ricco di acqua rappresenta un buon terreno per la crescita batterica.


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