SVEZZAMENTO SOS: NON MANGIA!

Ohhh è arrivato il grande momento dello svezzamento! Tu sei preparatissima, gasatissima, emozionatissima e pronta a filmare il tutto con il cellulare ma…eh già…non ne vuole proprio sapere!

Pianti struggenti di un cristiano torturato, bocca serrata, testa rivolta dalla parte opposta manco gli avessi offerto il cibo umido per gatti e, in caso fossi riuscita ad infilare il cucchiaino nella sua boccuccia adorata, sputazzi a gogò.

Non ti abbattere, invoca la santissima pazienza che alberga in te (e quanta te ne servirà) perché…TU CE LA FARAI!!!


Svezzamento

Credit: weaningweek.co.uk


Quando svezzare?

Generalmente un bambino è pronto per lo svezzamento quando ha raggiunto le necessarie competenze fisiologiche:

  • maturità digestiva (dal 4° mese)
  • scomparsa del riflesso di estrusione (intorno al 5° mese)
  • controllo del tronco così da avere un minimo di capacità nello stare seduti (dal 5° mese)

Non esiste un’età ben precisa in cui iniziare a dare cibi complementari al latte. I fattori in gioco sono tanti e strettamente correlati al livello di sviluppo e al quadro clinico di ogni singolo bambino (es. arresto di crescita o reflusso – il nostro caso).

In caso di allattamento naturale, i pediatri tendono a far iniziare lo svezzamento verso i 6 mesi. Diciamo che la finestra che va dai 4 ai 6 mesi è quella ritenuta ideale per l’introduzione dei cibi solidi.

Io e lo svezzamento: la mia esperienza

L’inizio del nostro svezzamento, non è stato proprio terribile ma i problemini non sono mancati.

La nostra gnometta ❤ veniva ormai allattata artificialmente e quindi verso la fine del 4 mese, ho iniziato a darle circa 2 cucchiaini di pera fresca omogenizzata in casa. Lei ha gradito fin da subito ma non avendo perso il riflesso di estrusione era più la pera che usciva che quella che entrava. Ogni tanto riproponevo il cucchiaino con pera per testare la sua capacità di trattenere il cibo solido in bocca. E dopo circa 7 giorni, il riflesso di estrusione sparì. Sono dunque passata a sostituire la poppata di mezzogiorno con la pappa.

Con le prime pappe, dopo solo 3 cucchiaini STOP. E che te lo dico a fare? Apriti cielo!
Ansia su ansia, il cellulare infuocato per le continue e ossessive ricerche sul perché del rifiuto, smadonnamenti vari, cucchiaini infilati a forza tra quelle piccole labbra serrate con l’Attak…e potrei continuare per ore, ore e ancora ore. Ho avuto anche la malsana idea di versare la pappa nel biberon e provare a dargliela in questo modo ma ringraziando Dio non ho perseverato in questa “genialata”.

Un bel giorno, ho deciso di gustare e studiare la situazione con tutta calma. Ho praticamente capito che per lei non era ancora il momento di sostituire completamente la poppata con la pappa. Mangiava dunque 3 cucchiaini con voglia per poi reclamare il suo lattuccio.

Sai cosa ho fatto? Poco e nulla. Ho semplicemente assecondato i suoi tempi senza però fare passi indietro (importante!). Ho quindi continuato a proporle una piccola quantità di pranzo seguito dopo circa 10 minuti dal suo latte. Nel giro di 2 settimane mangiava tutta la sua pappa nella più totale serenità senza chiedere più latte.

Felice svezzamento con 3 consigli!

1. Osserva il tuo bebè e segui il tuo istinto. Devi avere fiducia nel tuo bebè e in te stessa, provando a mettere da parte le voci esterne e ‘sti benedetti schemi alimentari.

2. Sperimenta e cambia di continuo. Tu non immagini quanto velocemente cambino le loro preferenze. Il giorno prima la pappa più liquida era andata bene? Beh, dopo solo 24 ore possono non gradirla più! Quindi prima di farti troppi film mentali, prova semplicemente a cambiare la consistenza del cibo o gusto (ma di solito il cambio di consistenza va per la maggiore). Verso i 10 mesi hanno spesso voglia di sentire più sostanza in bocca, inizia a dar qualcosa di più consistente (micropezzi) piuttosto che gli omogenizzati o frullati vari. Anche se non hanno i denti, sono in grado di masticare il cibo con le loro gengivine toste come i sassi. Quindi via libera a pezzetti di pesce, verdura e frutta. Unica eccezione la fa la carne, perchè essendo troppo fibrosa hanno bisogno almeno dei premolari per triturarla bene.

3. Insisti senza stress. Se vedi che non è andata bene quel giorno, non ti devi abbattere ma riprovaci il giorno dopo…non 2 – 3 giorni dopo! Riprova, riprova e riprova senza però stressare il cucciolo. Se vedi che il tuo bebè è nervoso, stanco e ammalato lascia stare e vai con del sano e buon latte che per loro rappresenterà sempre una coccola ed il miglior nutrimento completo (almeno fino al primo anno).


SVEZZAMENTO E ALLERGIE

Leggo ovunque che per certi alimenti si deve attendere almeno il primo anno o addirittura i 18 – 24 mesi, come ad esempio per i frutti rossi e kiwi. Negli ultimi anni la ricerca è andata fortunatamente avanti ed è stato osservato che PRIMA vengono introdotti i cibi e MINORE è la possibilità di sviluppare allergie. Quindi dai 6 mesi via libera a tutti gli alimenti come pomodoro, uovo (intero) e tutti i tipi di frutta.

Molti pediatri, fortunatamente non il mio, sono ancora vecchio stampo e tendono dunque a distribuire i vecchi schemi alimentari. Prova ad eseguire anche tu una ricerca su riviste scientifiche aggiornate e verificherai tu stessa quanto sto dicendo. Eccezioni: miele (rischio botulismo), sale e zucchero meglio introdurli il più tardi possibile (dai 18 – 24 mesi).

Ah dimenticavo! Aggiungi sempre un alimento alla volta e rimani su quello per 3 – 4 giorni così in caso di manifestazioni allergiche o intolleranze puoi risalire subito all’alimento incriminato.


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